CANOTTAGGIO

Canottaggio: il nostro saluto alla “Amerigo Vespucci”!!๐Ÿšฃโ€โ™€๏ธโ˜˜๏ธ๐Ÿ‘‹๐Ÿป

testo di Massimo Donadini…

Domenica, omaggio del canottaggio alla nave Vespucci .
Rinnovando l’esperienza dell’anno scorso, un nostro equipaggio del canottaggio, a bordo del “4 Coastal Rowing” della flotta sociale ha vogato sino al Bacino di San Marco, per salutare la splendida nave Vespucci .

Ogni volta è un piacere che si rinnova.
Una nave che pare un museo.
Ogni particolare di scafo e attrezzature è curato con attenzione e amore.
Sappiamo però, che questo “museo galleggiante” gira costantemente il mondo, visitando città e continenti e veleggiando per migliaia e migliaia di chilometri ogni anno!
Ci siamo avvicinati ed abbiamo visto i cadetti della Marina schierati per l’omaggio alla città e ci siamo associati al saluto di tante altre barche a remi presenti.
Emozionante e da ripetere sempre.

È stata l’occasione per approfittare della sospensione dell’ordinanza che vieta, a noi canottieri e canoisti, il transito in Canal Grande e Cannaregio, sempre e comunque.
È il luogo più bello per i veneziani che vogano ed è un vero peccato non potervi accedere, almeno nei giorni festivi ed almeno in alcuni orari.
Posso testimoniare che, in assenza del traffico commerciale dei giorni feriali e con il dovuto rispetto e prudenza, non rappresenteremmo nessun pericolo per noi e gli altri.
Anche il canottaggio ha una consolidata tradizione veneziana, ultracentenaria, con quattro società Stella d’oro al merito sportivo ed una costante presenza, nel passato, nel contorno della Regata Storica.
Ripeto, con le doverose cautele, la nostra esclusione dalle acque della città storica è ingiusta.

Bravissime le quattro splendide signore ai remi, che mi hanno portato per i 23 km del percorso:
Anna, Marina, Patricia, Sonia.
Hanno proprio dato tutto, in un ambiente a momenti difficile per traffico e moto ondoso (sempre eccessivo), su di una imbarcazione difficile – il “4 Coastal Rowing” – che ti garantisce sempre di evitare bagni imprevisti, anche in Bacino di San Marco o fra Murano e Cimitero, ma che è indubbiamente molto pesante e richiede una vogata più di forza che di agilità, specie se, come in questa occasione, traffico e circostanze impediscono una vogata costante e lineare.

Massimo Donadini